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L'arte nel segno della croce

Aprirà i battenti il 14 settembre 2012 e resterà visitabile fino al 27 ottobre 2012 la mostra “Ecce Homo”, un’interessante esposizione all’interno del Museo della Porziuncola, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. La rassegna in questione espone le opere di un importante artista austriaco, Valentin Oman, noto in tutto il mondo per la sua arte e la sua tecnica dello strappo, in grado di generare figure ricche di pathos e di grande intensità visiva.
La mostra è incentrata sul tema della croce, nella volontà di celebrare l’apparizione del segno divino all’imperatore Costatino sul Ponte Milvio, un avvenimento accaduto il 27 ottobre del 312 a.C. e che richiama la rilevanza del simbolo della crocifissione nel presente e nel passato.
L’importanza della rievocazione è alla base di un dibattito molto acceso tra gli studiosi di tutto il mondo ed incentrato sull’apparizione della croce e sulla conversione dello stesso Imperatore. C’è chi sostiene non si sia trattata di vera rinuncia al paganesimo ma piuttosto di una ricerca di completezza nei confronti di una religiosità che non appagava più appieno le esigenze di una comunità ormai allo sbando nel pieno IV secolo d.C.
Ad ogni modo le opere di Oman punteranno sull’idea di evocazione, sulla ricerca di quel Dio creatore, il cui volto sofferente rappresenta il dolore umano, il senso stesso della precarietà esistenziale. Idea non certo nuova, basti pensare al lirico Mimnermo che già tra VII e VI a.C. incentrava la sua produzione poetica proprio sulla caducità della vita e sul senso di sofferenza generato dalla vita stessa. Questo soggetto viene allora riproposto da Oman con una grande carica emotiva e viene associato costantemente all’idea del Cristo e del suo ruolo nella storia dell’umanità.
I colori utilizzati saranno graffiati sulle tele, strappati, a rappresentare il conflitto dell’uomo con il suo tempo e la sua interiorità.
Le tele dell’artista austriaco si tradurranno allora in una ricerca incessante dell’essenza di Dio, dell’uomo e del suo particolare rapporto con il mondo.